Uso di rado il lievito di birra. Per la sola ragione che, i lievitati, per i miei tempi di vita, sono molto vincolanti per gli orari. E' pur vero che con il lievito di birra i tempi di lievitazione sono di gran lunga più corti di quelli che richiede il lievito naturale. Ma la pasta madre è molto esigente: necessita cure e dedizione costanti. Così preferisco tenerla allenata adoperandola, a discapito del lievito di birra. Ma se volete un pan brioche pronto in poco tempo, questa ricetta fa al caso vostro. Rispetto ad altre ricette di professionisti, questa del maestro Giorilli ha un minor quantitativo di burro ed è forse più vicina ad un pane che ad una brioche, ma è leggera e perfetta per la prima colazione.
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domenica 4 giugno 2017
martedì 13 dicembre 2016
Panettone glassato con noci e mirtilli rossi
Mirtilli rossi e noci, in alternativa ai tradizionali canditi ed uvette. Un connubio riuscito che non stravolge la vera identità del panettone tradizionale.
domenica 27 novembre 2016
Panettone a lievitazione naturale di Giorilli
Non so se arriverò mai a sfornare un panettone senza che la sua preparazione sia accompagnata da dubbi, trepidazione e ansia. Quel che è certo, è che l'emozione di vedere l'impasto lievitare dentro lo stampo e poi gonfiarsi in forno è impagabile
Da "Dolci delle feste e tradizionali" de "La grande pasticceria d'autore"
Per un panettone da un chilo
Per primo impasto
70 g lievito madre al terzo rinfresco
70 g di zucchero
110 g di acqua
50 g di tuorli a pasta gialla
20 g di burro
220 g di farina
Per gli aromi
30 g di miele d'acacia
1 baccello di vaniglia
scorza grattugiata di mezzo limone biologico
scorza grattugiata di mezza arancia biologica (mia aggiunta)
Per il secondo impasto
55 g di farina
60 g di zucchero
3 g di sale
gli aromi di cui sopra
90 g di tuorli
90 g di burro
2 g di malto
110 g di uvetta
85 g di arancia candita a cubetti
Per la finitura
Burro
Una premessa sulla temperatura degli ingredienti. I professionisti nei loro testi si raccomandano che la temperatura finale dell'impasto sia di 27 °C, diversamente se è più bassa la lievitazione potrebbe non partire. Oltre, si rischia di uccidere il lievito. Motivo per cui loro usano ingredienti a temperatura ambientale. Ma i pasticceri di professione adoperano le impastatrici con braccia tuffanti o, in ogni caso, macchine professionali. Diverso il discorso per le impastatrici ad uso casalingo, le quali, oltre a richiedere tempi di impastamento un po' più lunghi, tendono a scaldare l'impasto. Ragione per cui molte blogger consigliano di partire con ingredienti freddi e ciotola della planetaria fredda. Il primo panettone che ho sfornato, seguendo questa ricetta, l'ho fatto anch'io con i tuorli e la farina freddi. Quelli successivi con ingredienti a temperatura ambientale in quanto adopero la Kitchen Aid Professionale che non surriscalda l'impasto.
Per il primo impasto
Tirare fuori per tempo dal frigorifero il burro ed i tuorli in modo che raggiungano la temperatura ambientale. Il burro, in particolare, dovrà arrivare alla consistenza che i pasticceri definiscono "a pomata", ovverosia simile ad una crema (per il viso...aggiungo io !).
Riunire nella ciotola planetaria con il gancio ad uncino la farina con il lievito madre spezzettato e l'acqua.
Riunire nella ciotola planetaria con il gancio ad uncino la farina con il lievito madre spezzettato e l'acqua.
Impastare per 10 (massimo 15) minuti, quindi aggiungere lo zucchero un po' alla volta (bisogna dargli il tempo di essere assorbito dall'impasto) e, successivamente a più riprese, il burro a pomata. Non aggiungere il burro se il pezzo unito prima non è stato completamente assorbito dall'impasto.
Solo dopo che il burro si sarà completamente amalgamato al composto, aggiungere anche i tuorli, emulsionati con una forchetta e sempre in più riprese (io li aggiungo a filo, lasciando il tempo che vengano amalgamati all'impasto). Impastare fino a ottenere un composto liscio, lucido e setoso.
Questo primo impasto dovrebbe essere lavorato in una trentina di minuti massimo (...sempre per evitargli stress !). Ma se siete alle prime armi potreste impiegarci di più (i miei primi panettoni per il primo impasto ho impiegato anche un'ora).
Questo primo impasto dovrebbe essere lavorato in una trentina di minuti massimo (...sempre per evitargli stress !). Ma se siete alle prime armi potreste impiegarci di più (i miei primi panettoni per il primo impasto ho impiegato anche un'ora).
Fare attenzione ad evitare di lavorare troppo a lungo l'impasto (in quanto rischia di stressarsi, si avete letto bene...pure gli impasti sono a rischio stress !). Misurare la temperatura dell'impasto con un termometro a sonda: se si avvicina a 26°C, fermarsi e riporre l'impasto in freezer per 10 minuti.
Una volta formato, l'impasto va rovesciato sul piano di lavoro e pirlato con l'aiuto di un tarocco. La pirlatura consiste nell'arrotolarlo sul piano di lavoro con le mani in modo da conferirgli una forma sferica. Su You Tube ci sono molti video che spigano come fare.
Trasferire l'impasto in una ciotola e lasciarlo lievitare per 10-12 ore a 24/25°C circa, fino a quando avrà triplicato il volume. Ricordarsi di tenere un pezzetto di impasto come "spia di lievitazione" inserendolo in un contenitore graduato per valutarne la crescita. Se 10/12 ore non dovessero essere sufficienti a farlo triplicare, attendere in ogni caso il completo sviluppo: anticipare i tempi significa ottenere un panettone con una alveolatora più chiusa. Inoltre, anche i tempi della lievitazione del secondo impasto verrebbe allungata..
Una volta formato, l'impasto va rovesciato sul piano di lavoro e pirlato con l'aiuto di un tarocco. La pirlatura consiste nell'arrotolarlo sul piano di lavoro con le mani in modo da conferirgli una forma sferica. Su You Tube ci sono molti video che spigano come fare.
Trasferire l'impasto in una ciotola e lasciarlo lievitare per 10-12 ore a 24/25°C circa, fino a quando avrà triplicato il volume. Ricordarsi di tenere un pezzetto di impasto come "spia di lievitazione" inserendolo in un contenitore graduato per valutarne la crescita. Se 10/12 ore non dovessero essere sufficienti a farlo triplicare, attendere in ogni caso il completo sviluppo: anticipare i tempi significa ottenere un panettone con una alveolatora più chiusa. Inoltre, anche i tempi della lievitazione del secondo impasto verrebbe allungata..
Mentre si lavora il primo impasto, preparare gli aromi riunendo in un contenitore il miele con la polpa del baccello di vaniglia, la buccia grattugiata del limone e dell'arancia. Lasciare gli ingredienti a macerare fino all'indomani. Nel contempo, mettere in ammollo l'uvetta nell'acqua appena intiepidita. Quando si sarà ammorbidita risciacquarla sotto l'acqua corrente. Stenderla su un foglio di carta forno e tamponarla per asciugarla bene.
Per il secondo impasto
Il mattino seguente, dopo che il primo impasto avrà triplicato di volume è necessario sgonfiarlo e riporlo in frigorifero per 30 minuti, in modo da abbassare la temperatura di qualche grado (questo nel caso il primo impasto sia stato lasciato a lievitare a 28/30 °C).
Nella ciotola della planetaria con il gancio ad uncino, amalgamare al primo impasto triplicato, la farina ed il malto e impastare per circa 15 minuti a velocità minima.
Incorporare lentamente lo zucchero e, solo dopo il suo completo assorbimento, metà dei tuorli, il sale e gli aromi.
Nella ciotola della planetaria con il gancio ad uncino, amalgamare al primo impasto triplicato, la farina ed il malto e impastare per circa 15 minuti a velocità minima.
Incorporare lentamente lo zucchero e, solo dopo il suo completo assorbimento, metà dei tuorli, il sale e gli aromi.
Lavorare bene il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo, lucido e setoso.
A questo punto aggiungere 70 grammi di burro, amalgamare e poi unire il resto dei tuorli.
A questo punto aggiungere 70 grammi di burro, amalgamare e poi unire il resto dei tuorli.
Impastare bene fino a raggiungere una consistenza elastica, quindi versare nell'impasto i rimanenti 20 grammi di burro, precedentemente fusi a bagnomaria, l'uvetta e l'arancia candita e continuare a impastare fino a quando la frutta si sarà ben distribuita nel composto.
Togliere l'impasto dalla macchina, riporlo in un contenitore e lasciarlo riposare per circa 30 minuti coperto da pellicola.
Compattare l'impasto e sistemarlo su una spianatoia.
Lasciar lievitare di nuovo in un ambiente caldo, a 28°C circa, per 35-40 minuti.
Quindi rilavorare l'impasto arrotolandolo nuovamente ben stretto e compatto e adagiarlo nello stampo di carta per panettone. In ogni stampo da chilo andranno inseriti 1.100 g di impasto. Coprirlo per evitare che la superficie si secchi.
Continuare la lievitazione in un luogo caldo, a 28-30°C circa, per 6-7 ore, in ogni caso fino a quando l'impasto non sarà arrivato a due centimetri dal bordo dello stampo.
A lievitazione ultimata, togliere il sacchetto e lasciare lo stampo all'aria per fargli formare una pellicina sottile sulle superficie. Incidere con un taglio a croce sulla sommità del panettone (serve per favorire la formazione della cupola), aggiungere una noce di burro al centro.
Infornare in forno statico preriscaldato a 165°C per 50-55 minuti: il dolce sarà cotto quando raggiunge nel suo centro la temperatura di 94°C.
venerdì 9 maggio 2014
La colomba di Giorilli
Lo so: sono fuori tempo massimo. Doppiamente: perché la Pasqua è stata celebrata da un po' e perché queste due colombe le ho sfornate sabato scorso.
Ma questo post dovevo scriverlo. Per loro. Per Terry, mia maestra nonché - da me eletta - Regina dei lievitati e per Eleonora, mia musa ispiratrice.
Seguo Terry all'incirca dall'inizio della sua avventura come foodblogger. Se anche semplicemente scorrete l'indice delle sue ricette vi renderete conto della quantità e qualità dei suoi lievitati salati e dolci. Ma non solo crea pani, pizze, focacce, brioches, panettoni, pandori, focacce e...e....e....di tutto di più (!), che sembrano usciti da una panetteria e da una pasticceria. Ma anche li spiega con una precisione ed una dovizia di particolari se non unica, rarissima. Nel leggere le sue ricette - son certa che a scriverle impiega più tempo di quel che le è necessario per creare le sue opere culinarie - sembra di essere nella sua cucina e vederla creare passaggio dopo passaggio. Leggo parola per parola le sue ricette sui lievitati.
Ed ogni volta mi assale lo sconforto. Per il tempo che richiedono. Monopolizzano il tempo, i lievitati. Solo per i tre rinfreschi della pasta madre, che è l'operazione preliminare, bisogna più o meno starsene una giornata a casa. Poi c'è il primo impasto e poi il secondo. E tra l'uno e l'altro...tempo e attesa inerte. Tempo che non si può calcolare con precisione assoluta.
Poi capita che Eleonora pubblichi la sua colomba realizzata sulla scorta della ricetta del grande Maestro Piergiorgio Giorilli. E finalmente scatta la molla e sento che è venuto il momento di applicarmi come si deve.
Eleonora, senza saperlo, mi ha tenuto compagnia e condotto per mano come si farebbe con un bimbo per due giorni. Immagino la ricetta del maestro: elenco degli ingredienti e poche righe di procedimento. Punto. Sono così i libri dei grandi professionisti della pasticceria. Poche righe dietro le quali si nasconde un mondo. Ma Eleonora spiega ogni passaggio minuziosamente, con tanto di foto e salvifica tabella di marcia oraria. Non nasconde le difficoltà incontrate ma aiuta a superarle. Mi è stata compagna di un viaggio emozionante dentro la magia dei grandi lievitati. Chi ha intrapreso questo viaggio sa a cosa mi riferisco. Sa cosa significa starsene incollati davanti allo sportello del forno con un misto di ansia ed incredulità nell'assistere alla magia dell'impasto che si gonfia.
La ricetta ? Non la scrivo, perché scriverla significherebbe fare un "copia-incolla" di quella di Eleonora. L'ho seguita alla lettera. Mi sono fidata ciecamente perché Eleonora è un cuore appassionato, un'innamorata della pasticceria. E' precisa, caparbia e determinata. E' un talento che sta sbocciando.
Ed ogni volta mi assale lo sconforto. Per il tempo che richiedono. Monopolizzano il tempo, i lievitati. Solo per i tre rinfreschi della pasta madre, che è l'operazione preliminare, bisogna più o meno starsene una giornata a casa. Poi c'è il primo impasto e poi il secondo. E tra l'uno e l'altro...tempo e attesa inerte. Tempo che non si può calcolare con precisione assoluta.
Poi capita che Eleonora pubblichi la sua colomba realizzata sulla scorta della ricetta del grande Maestro Piergiorgio Giorilli. E finalmente scatta la molla e sento che è venuto il momento di applicarmi come si deve.
Eleonora, senza saperlo, mi ha tenuto compagnia e condotto per mano come si farebbe con un bimbo per due giorni. Immagino la ricetta del maestro: elenco degli ingredienti e poche righe di procedimento. Punto. Sono così i libri dei grandi professionisti della pasticceria. Poche righe dietro le quali si nasconde un mondo. Ma Eleonora spiega ogni passaggio minuziosamente, con tanto di foto e salvifica tabella di marcia oraria. Non nasconde le difficoltà incontrate ma aiuta a superarle. Mi è stata compagna di un viaggio emozionante dentro la magia dei grandi lievitati. Chi ha intrapreso questo viaggio sa a cosa mi riferisco. Sa cosa significa starsene incollati davanti allo sportello del forno con un misto di ansia ed incredulità nell'assistere alla magia dell'impasto che si gonfia.
La ricetta ? Non la scrivo, perché scriverla significherebbe fare un "copia-incolla" di quella di Eleonora. L'ho seguita alla lettera. Mi sono fidata ciecamente perché Eleonora è un cuore appassionato, un'innamorata della pasticceria. E' precisa, caparbia e determinata. E' un talento che sta sbocciando.
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